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Regole doganali: cosa cambierà tra i rapporti UK e UE

30 Settembre 2020

Dal 31 gennaio 2020 il Regno Unito non è più uno Stato membro dell'UE ed è, perciò, considerato un Paese Terzo. L'entrata in vigore dell'accordo di recesso, prevista dall'articolo 50 TUE recesso volontario e unilaterale di uno Stato membro, prevede un periodo transitorio che va dal 1° febbraio al 31 dicembre 2020.

Fino alla fine del 2020, dunque, resta tutto invariato: la normativa e le procedure UE in materia di libera circolazione delle persone, dei servizi, dei capitali e delle merci manterranno la propria vigenza nel Regno Unito. Nel corso del 2020 si potranno comunque chiarire e stabilire delle regole vantaggiose per la circolazione delle merci fra Regno Unito e Unione Europea.

Viaggiatori e BREXIT

A partire dal 1° gennaio 2021, salvo diversi accordi, i viaggiatori che arriveranno dal Regno Unito nell’UE portando con sé merci (trasportate nel bagaglio o in altro modo) potranno beneficiare solo delle franchigie doganali che spettano ai viaggiatori provenienti da Paesi extra UE (esenzioni dai dazi all’importazione e dall’IVA oltre che, se del caso, dai diritti di accisa).

Nei principali aeroporti l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha attivato le BREXIT ZONE, sportelli dove i viaggiatori potranno rivolgersi per un’eventuale assistenza e dove potranno trovare, in formato cartaceo o digitale, opuscoli informativi e i nuovi obblighi doganali per chi viaggia da e per il Regno Unito.

I cittadini extra UE partiti dal Regno Unito, avranno diritto al rimborso dell’IVA versata su merci acquistate durante la loro permanenza in UE, a patto che la merce in questione sia presente in dogana al momento della partenza dall’Unione Europea, unitamente a documenti per il rimborso dell’IVA.

Commercio UE - UK

Dal punto di vista aziendale, invece, salvo diverso accordo, si applicheranno le regole e formalità doganali in vigore con Paesi terzi nell’ambito degli scambi commerciali. Sarà possibile rivolgersi agli Uffici delle dogane competenti per territorio per richiedere assistenza e supporto per la gestione dei cambiamenti operativi causati dalla BREXIT.

Inoltre, per quanto riguarda le merci UK, il Regno Unito ha espresso l’intenzione di aderire alla Convenzione per il transito comune. Tale Convenzione pone le basi legali del sistema di transito sia per UE che per alcuni Paesi vicini come ad esempio la Svizzera. Non è ancora certo, però, se e quando le disposizioni della Convenzione potranno essere applicate al Regno Unito.

La Commissione Europea sta tuttavia operando per definire un’intesa il più presto possibile senza la quale saranno applicate norme e procedure previste per i Paesi terzi non aderenti alla Convenzione.

 

Scambi commerciali di prodotti alcolici

Dal 1° gennaio 2021, salvo diverso accordo, la cessione di prodotti alcolici da un operatore italiano ad un acquirente del Regno Unito equivarrà ad una vera e propria esportazione poiché realizza l’uscita di merci sottoposte ad accisa dal territorio dell’Unione Europea.

Nel caso di prodotti sottoposti ad accisa in regime sospensivo, spediti ad esempio su strada, viene applicato il regime di esportazione che comporta la trasmissione della dichiarazione doganale da parte dell’operatore economico all’ufficio doganale di esportazione.

L’operazione di esportazione e la circolazione in regime sospensivo (con emissione di e-AD), dal deposito fiscale nazionale fino al luogo di uscita dal territorio comunitario sono completate con l’emissione della nota di esportazione da parte dell’ufficio doganale di esportazione e con il visto uscire apposto dall’ufficio doganale di uscita.

Sempre in visione del 1° gennaio 2021, gli interscambi degli Operatori Economici Autorizzati, in breve AEO, con il Regno Unito non saranno più considerate intracomunitarie, ma diventeranno vere e proprie importazioni ed esportazioni; pertanto, le autorizzazioni AEO ottenute nel Regno Unito non avranno più valore, a meno che non intervenga uno specifico accordo di mutuo riconoscimento. Ovviamente questo vale anche per chi ha ottenuto l’autorizzazione in Italia (o in un altro Paese dell’Unione Europea) ma opera anche nel Regno Unito.

 

Diritti di proprietà intellettuale 

L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea avrà conseguenze anche in materia di intervento delle Amministrazioni doganali a tutela dei diritti di proprietà intellettuale. Non sarà più possibile, pertanto, presentare domande di intervento al competente servizio dell’Amministrazione doganale del Regno Unito.

Allo stesso modo, le decisioni di accoglimento emesse dal Regno Unito non saranno più valide negli altri Paesi UE; le domande di intervento e le decisioni di accoglimento di istanze dell’unione presentate negli altri Stati membri resteranno valide nel Paese di presentazione e in tutti gli altri Stati dell’UE.

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